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Enogastronomia

Ricette e tradizioni culinarie di Santarcangelo di Romagna

Santarcangelo è CittàSlow: città del buon vivere. E quando si parla di buon vivere non si può che parlare di buon cibo. 

icona palle
scorcio fiera santarcangelo

Santarcangelo si trova nel cuore della Romagna e qui, come si mangia e come si beve sono argomenti importanti! I fondamenti irriducibili sono la qualità e lo stare insieme come un rito quotidiano che i santarcangiolesi compiono per loro stessi ma che amano condividere con i loro ospiti.

Passeggiando per le vie del paese vedrete tante gastronomie dove la pasta è fatta ancora con il mattarello di fronte a voi, come anche la piadina, il nostro pane da farcire in mille modi succulenti; il mercato del venerdì con una piazza intera che propone solo generi alimentari, dalla porchetta ai formaggi, al miele, al pesce fritto da mangiare magari nel cartoccio, olio, frutta e verdura di ogni genere e il sabato mattina il mercato km 0, più piccolo ma ricercato nella proposta.

Tanti i ristoranti, i bar, le cantinette, dove “assaggiare” l’accoglienza romagnola; e poi le fiere come occasioni speciali di convivialità e divertimento e di un buon brindisi naturalmente col Sangiovese.

uomo che prepara le piadine
cipolla

Cipolla dell’acqua

Se c’è un sapore che racconta l’identità di Santarcangelo, è quello della Cipolla dell’Acqua (non a caso gli abitanti del borgo sono soprannominati da sempre “i cipolloni”).

Questa varietà bionda e precoce è unica al mondo: è incredibilmente dolce, può pesare fino a 1 kg e deve il nome ai fossi del fiume Marecchia che storicamente ne dissetavano gli orti. 

Oggi questa eccellenza tipica è Presidio Slow Food, coltivata senza diserbanti chimici solo a Santarcangelo e nei comuni limitrofi.

Come gustarla durante la tua visita?

  • In fiera: Intrecciata nelle tradizionali reste durante la Fiera di San Martino (11 novembre).

  • A tavola: Cruda o cotta all’interno della piadina romagnola, oppure sotto forma di specialità locali come la cipolla caramellata al Sangiovese.

Un souvenir gastronomico obbligatorio prima di tornare a casa!

Il legame indissolubile: Monte Giove, il Vino e le Grotte

Il legame tra il colle di Monte Giove e il vino è il segreto più custodito nel sottosuolo di Santarcangelo di Romagna, dove la storia si fonde con la leggenda e l’architettura rurale.

La leggenda del Sangiovese: Si narra che il nome del vino romagnolo per eccellenza sia nato proprio qui. I monaci del convento sul colle producevano un vino rosso così prelibato che, durante un banchetto, venne battezzato dagli ospiti “Sanguis Jovis” (Sangue di Giove), da cui Sangiovese.

I frigoriferi naturali del borgo: Il sottosuolo del Monte Giove è un dedalo di oltre 150 grotte ipogee scavate nell’arenaria. Per secoli, queste cavità sono state le “cantine” dei santarcangiolesi. Grazie a una temperatura costante di 13-14°C e all’umidità perfetta, le grotte si sono rivelate l’ambiente ideale per l’affinamento del vino e la conservazione delle derrate alimentari.

Ieri e oggi: Questa antica vocazione vive ancora oggi. Alcune cantine locali continuano ad affinare i loro migliori Sangiovese nel cuore fresco del colle, e le grotte (come la monumentale Grotta Pubblica o la Grotta Felici) sono tappe imperdibili di tour enogastronomici che uniscono la magia della città sotterranea alla degustazione dei vini del territorio.

immagine mattonella attaccata al muro

Assaggiare la Romagna

Qualche suggerimento per provare a casa alcuni piatti tipici della cucina Romagnola e santarcangiolese:

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