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Elia Gallavotti

Museo dei topi

Elia Gallavotti, nato a Santarcangelo nel 1820, la professione di protocollista comunale, che gli era stata imposta dalla madre, l’aveva subita con dispiacere. Con il matrimonio con Lucrezia Galliani si costituì una coppia solidale ed economica, tanto da fondare una vera e propria azienda famigliare.

Cosa producevano i Gallavotti?
La prima attività di successo ed anche la più duratura fu la tassidermia, ossia la preparazione di piccoli animali imbalsamati.

” I topini di Elia Gallavotti “

I lavori di tassidermia con topini, eseguiti dal concittadino Elia Gallavotti (1820 – 1909), sono stati argomento di varie indagini per coloro che si sono interessati delle curiosità della vita santarcangiolese. Nella memoria popolare tale ricordo è ancor molto vivo!

Elia Gallavotti fu un personaggio di primo piano nella vita della sua Santarcangelo. Ricoprì importanti ruoli nella Amministrazione Comunale: riordinò l’Archivio Comunale, fu Segretario del Comune e autore di un prezioso “Diario di notizie sulle vicende santarcangiolesi dal 1700 al 1905″, attingendo documenti dagli archivi storici comunali, e scrisse una interessante autobiografia oltre ad altre opere. Fu combattente nelle guerre risorgimentali, partecipando attivamente nella difesa di Vicenza nel 1848.

Come impiegato comunale non doveva passarsela molto bene come mezzi finanziari, per cui pensò bene di mettere a frutto il suo talento artistico, manifestatosi già in età molto giovanile. Tra i mezzi escogitati vi fu quello di aprire un laboratorio fotografico (gestito poi da sue due figlie, le “sorelle Gallavotti”: raro esempio di fotografe nell’Italia ottocentesca).

Una particolare attività, che gli garantì buoni introiti, furono i lavori di tassidermia con topolini, ovviamente imbalsamati, col prezioso aiuto della moglie. Tali e poveri topini riscossero un notevole successo: essi venivano inquadrati in varie scenette come la sala chirurgica, con dottore e infermieri topini, ecc.

Sul periodico mensile “Tuttosantarcangelo” della seconda metà dello scorso secolo numerose erano le lettere di persone con testimonianze sui “topini imbalsamati”. In una lettera del settembre 1999 del presidente della locale Società Operaia, Eugenio Antolini, al pronipote di Elia Gallavotti, Giancarlo Moroni, venivano chieste informazioni sui “Topini”.

La risposta dell’ottantasettenne discendente fu molto ricca di particolari, tra cui si diceva che:

“la parte che più attirava la curiosità dei visitatori erano le numerose bacheche dei topini imbalsamati, ognuna delle quali rappresentava scenette di vita vissuta oppure fatti storici della nostra Italia” […] “Il bisnonno Elia aveva un piccolo allevamento di topini bianchi, li imbalsamava nelle varie posizioni e poi la bisnonna Lucrezia confezionava vestitini e addobbi”.

Dopo tale lettera non si ebbero però più notizie dai discendenti di Elia Gallavotti.

BIBLIOGRAFIA

Elia Gallavotti – Giornale di notizie risguardanti Santarcangelo di Romagna 1700–1905 – Cesena, Il Ponte Vecchio, 2009.

Elia Gallavotti – La vita – Cesena, Il Ponte Vecchio, 2013.

L’originale della lettera a Moroni si trova nell’archivio della S. O. di Mutuo Soccorso di Santarcangelo.

Nella Biblioteca Civica vi è la raccolta di “Tuttosantarcangelo”, con varie lettere sui “topini”.

Silvano Beretta – febbraio 2016